giovedì 18 febbraio 2010

Strees? Utile se indossi un vestito elettronico

L'altro giorno vi siete sorpresi alla vitsta di un tizio che correva sul posto in coda al supermercato dietro di voi?

Non c'è da stupirsi quando le ricerche tecnologiche permettono di creare vesititi generatori di elettricità: con movimenti decisi e scosse o danze voodoo, particolari fibre organiche con proprietà piezoelettriche che fungono da nanogeneratori convertono stress meccanici in elettricità.  Liwei Lin, a capo del progetto di ricerca, informa che  "le nanofibre hanno dimostrato di saper produrre dai 5 ai 30 millivolt e la quantità di elettricità che queste fibre riescono a produrre è direttamente proporzionale all’intensità dello stress meccanico a cui sono sottoposte".

"L'eletric cloth" è in fase di studio all' University of California di Berkeley ed è suportata, nella ricerca, dalla National Science Foundation e dalla Defense Advanced Research Projects Agency.

Se quindi ricontrate quel tizio al supermercato, invece di pensare di portarlo alla neuro, chiedetegli piuttosto se il suo cellulare si ricarica bene grazie al vestito che indossa.

Greta Gandini  MyBestOption Italia

Fonte:         Berkeley.Edu
                      Wired.it

mercoledì 10 febbraio 2010

Le nuove sfide del gioco

C'è la Wii, una rivoluzione nel campo del gioco e ci sarà Project Natal della Microsoft, la rivoluzione nel campo del gioco che non ha bisogno di controller( l'uscita è prevista per novembre 2010). Poi volendo, il caschetto Emotiv ci legge gli impulsi celebrali mentre lavoriamo, giochiamo e leggiamo al computer.
La Technology Review del Mit assicura però che gli sviluppi più interessanti verranno dalle tecnologie mobili
 
"Grazie al mobile e a sistemi di sensori si sta testando una nuova generazione di giochi, pervasivi (si possono giocare ovunque), multigiocatore e ricchi di attività fisica".
Alcuni giochi coinvolgono più giocatori, che comunicando rapidamente attraverso il dispositivo e condividono uno stesso spazio.
Ioannis Chatzigiannakis e alcuni compagni dell'Università di Patrasso in Grecia hanno creato un gioco chiamato Hot Potato. La "nostra" patata bollente però, invece di un'unica palla da passarsi, ognuno effettua solo il movimento del lancio con in mano il dispositivo.
Il test effettuato con alcuni ragazzi sembra aver ottenuto risultati positivi. Hot Potato è il primo "pervasive game".

Greta Gandini MyBestOption Italia 
Fonte: BookCafe.net