Alla protesta di giovedì 29 luglio del disegno di legge sulle intercettazioni di Cgil e Fnsi si uniranno l'Arci, Italia dei Valori ed il popolo dei blogger ed internauti per opporsi all' "obbligo di rettifica entro 48 ore", previsto dal ddl, articolo 1, comma 29.
Per il deputato dell'Udc Amedeo Ciccanti i blogger ora hanno "il privilegio di una zona franca penale, poichè non soggiaciono alle stesse regole di salvaguardia della tutela della privacy".
Una posizione che non può comunicare con i punti di vista dei blogger: Fabio Chiusi, tra i primi blogger firmatari dell'appello contro il bavaglio della Rete, in un' intervista di Repubblica, cambia radicamente il concetto di partenza "Il punto è che il codice deontologico di un blog sono i suoi lettori. Saranno loro a mettere in evidenza un eventuale errore. E a chiedere, tramite i commenti, una rettifica. Succede di sbagliare, ma con un po' di onestà intellettuale tutto si aggiusta. Quando questa viene a mancare, non c'è legge che tenga".
La garanzia di correttezza della rete dunque dipende dai lettori di un blog, non dal blogger stesso.
Ilprossimo giovedi' 29 Luglio si terra una riunione dei capigruppo della Camera durante la quale si inizierà a discutere del provvedimento.
Greta Gandini
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